venerdì 27 marzo 2015

Storia, tradizione e contemporaneità nelle borse di primavera

C'è sempre spazio nell'armadio per una nuova borsa anche se già ne possediamo tante! Ma come si fa a resistere al richiamo delle novità della primavera? Impossibile! 

Traendo ispirazione dalla storia della propria terra d'origine o dall'atmosfera cosmopolita della grande città sono nate alcune creazioni uniche e originali. Se cercate una borsa realizzata artigianalmente, ecco qualche idea.

La primavera è la stagione del risveglio della natura, della luce e dei fiori che con i loro colori fanno capolino da piante e alberi rendendo più belle anche le vie trafficate della città. Tra tutti uno dei fiori più affascinanti e ricercati è la rosa, che diventa protagonista del nuovo modello firmato da Atelier Kore di Chiara Vitale che si trova a pochi passi da San Babila, nel centro di Milano. La borsa "Rosa Ectipa" è realizzata artigianalmente in morbida pelle ed è caratterizzata da tante rose incise a mano che vivacizzano le linee del design. Il colore proposto è il rosa confetto ma può essere realizzata in altre tinte a seconda del gusto di chi la porterà, per abbinarla facilmente ai look più eleganti come a quelli più sportivi, aggiungendo sempre un tocco di romanticismo.



La Sicilia e i suoi monumenti barocchi sono la fonte di ispirazione delle borse di Monya Grana, giovane designer siciliana, che circa un anno fa ha fondato il suo marchio omonimo. 
Tra i modelli della collezione P/E 2015 troviamo la shopper: in pelle di vitello e tessuto jacquard possiede al suo interno una pochette con zip legata alla borsa da una catenella amovibile per utilizzarla anche da sola, ad esempio di sera. Ogni modello è impreziosito dalla riproduzione di un mascherone, elemento decorativo dei palazzi nobiliari siciliani. Su questa shopper troviamo la maschera "Hybla", simbolo di bellezza come anche della città dove è nato il brand: Ragusa Ibla.
Le borse di Monya Grana si possono acquistare in due boutique, a Milano e a Ragusa, e online.



Nella collezione Khora di Bistrusso, disegnata da Giorgia Bistrusso, la tradizione della sua terra, la Sardegna, si mescola con l'ispirazione orientale delle antiche mappe geografiche giapponesi e dà vita a borse e clutch dalle linee geometriche, pulite, con un carattere forte ed evidenti tocchi vintage. Per la P/E 2015 i colori protagonisti sono il bianco, il giallo, il rosso-bordeaux e il verde, usati in tinta unita o mescolati per creare effetti multicolore. I materiali utilizzati sono la pelle, il sughero e i tessuti ricamati al telaio. Lo spirito è quello del viaggio e della ricerca di accessori decisi con cui completare il proprio stile. Arricchiscono la collezione portafogli, cinture e la camera strap in pelle per la macchina fotografica. Tutti i modelli sono realizzati artigianalmente in Sardegna. 










venerdì 13 marzo 2015

Gianfranco Ferré in mostra: "La camicia bianca secondo me"

La camicia bianca è protagonista del guardaroba di ognuno perché è in grado di adattarsi ad ogni capo a cui viene abbinata: perfetta sotto una giacca, elegante con una gonna, sbarazzina con i jeans. Generalmente si sceglie in base alla linea e al tessuto: basta che sia comoda e di buon taglio, non è necessario che abbia dettagli particolarmente ricercati.

C'è però chi ha fatto della camicia bianca il capo icona della propria produzione di stilista, interpretando questo classico della moda in svariate declinazioni grazie a tagli, cuciture, lavorazioni e tessuti: Gianfranco Ferré. Scomparso nel giugno del 2007 Ferré, conosciuto anche come l'architetto della moda, in quanto laureato appunto in Architettura, è stato uno dei designer che hanno reso grande e famoso il Made in Italy a partire dalla fine degli anni '70. Oltre a portare al successo la sua griffe omonima, è stato anche Direttore Artistico di Christian Dior dal 1989 al 1996. 


Dopo alcuni rinvii, il 10 marzo è stata aperta la mostra "La camicia bianca secondo me" che celebra l'arte dello stilista e il suo capo iconico, promossa da Comune di Milano, Palazzo Reale, Fondazione Ferré, Museo del tessuto di Prato e Camera Nazionale della Moda. 



Con un allestimento molto suggestivo vengono presentate 27 camicie esposte in ordine cronologico, dal 1982 al 2006. E' un susseguirsi di creazioni uniche, innovative, stupefacenti: la camicia si trasforma in body, top, abito, acquisendo di volta in volta un'immagine nuova, mai scontata. Si possono così scoprire i tagli, le cuciture strategiche, il grande studio.

Si parte dall'inizio degli anni '80 con le prime creazioni che rompono gli schemi della classica camicia bianca.


A/I 1982
                                                
Con gli anni le sperimentazioni continuano giocando anche con i volumi, ad esempio delle maniche


A/I 1994
                                                                      
Arrivando quasi ad annullare l'immagine stessa della camicia utilizzando particolari tecniche di lavorazione.  


  P/E 2004

L'iter creativo di Ferré viene illustrato da alcuni bozzetti, disegni, schede tecniche, immagini pubblicitarie e redazionali apparsi sulla stampa italiana ed estera, sistemati in bacheche ai lati dell'esposizione.  


Aggiungono ulteriore suggestione e senso di leggerezza le immagini sul soffitto di camicie che fluttuano nell'aria, rincorrendosi nel cielo azzurro. 
Una bella occasione per scoprire o riscoprire il chiaro segno lasciato nella storia della moda da Gianfranco Ferré.



Mostra "La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré"
Palazzo Reale - Sala delle Cariatidi
Milano, 10 marzo - 1 aprile 2015
Ingresso gratuito